Parrocchia Fino del Monte

Parrocchia di Fino del Monte (BG)
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      Riflessione della Parola

SOTTO LA TUA PROTEZIONE

«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio». Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.

Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace. Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia.
Proteggi i medici, gli infermieri. Accompagna la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute. Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti.

Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere questo virus.
Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.
Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce.
Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria. Amen

Papa Francesco




Puoi avere difetti, essere ansioso e perfino essere arrabbiato, ma non dimenticare che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi impedirne il fallimento. Molti ti apprezzano, ti
ammirano e ti amano. Ricorda che essere felici non è avere un cielo senza tempesta, una strada senza incidenti, un lavoro senza fatica, relazioni senza delusioni. Essere felici significa trovare la forza nel perdono, la speranza nelle battaglie, la sicurezza nella fase della paura, l'amore nella discordia. Non è solo godersi il sorriso, ma anche riflettere sulla tristezza. Non è solo celebrare i successi, ma imparare dai fallimenti. Non è solo sentirsi felici con gli applausi, ma essere felici nell'anonimato.

Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. Essere felici è non avere paura dei propri sentimenti' ed essere in grado di parlare di te. Sta nel coraggio di sentire un "no" e ritrovare fiducia nei confronti delle critiche, anche quando sono ingiustificate. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. Essere felici 'è lasciare vivere la creatura che vive in ognuno di noi, libera, gioiosa e semplice. È avere la maturità per poter dire: "Ho fatto degli errori". È avere il coraggio di dire "Mi dispiace". È avere la sensibilità di dire "Ho bisogno di te". E quando commetti un errore, ricomincia da capo. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile.


L'INDULGENZA: che cos'è?
I peccati non solo distruggono o feriscono la comunione con Dio, ma compromettono anche l'equilibrio interiore della persona e il suo ordinato rapporto con le creature. Per un risanamento totale, non occorrono solo il pentimento e la remissione delle colpe, ma anche una riparazione del disordine provocato, che di solito continua a sussistere. In questo impegno di purificazione il penitente non è isolato. Si trova inserito in un mistero di solidarietà, per cui la santità di Cristo e dei santi giova anche a lui. Dio gli comunica le grazie da altri meritate con l'immenso valore della loro esistenza, per rendere più rapida ed efficace la sua riparazione. La Chiesa ha sempre esortato i fedeli a offrire preghiere, opere buone e sofferenze come intercessione per i peccatori e suffragio per i defunti. E’ cresciuta la consapevolezza che il potere di legare e sciogliere, ricevuto dal Signore, include la facoltà di liberare i penitenti anche dei residui lasciati dai peccati già perdonati, applicando loro i meriti di Cristo e dei santi, in modo da ottenere la grazia di una fervente carità. I pastori concedono tale beneficio a chi ha le dovute disposizioni interiori e compie alcuni atti prescritti. Questo loro intervento nel cammino penitenziale è la concessione dell'indulgenza.
(C.E.l. - Catechismo degli adulti, n. 710)


FESTA DEL SANTO PERDONO DI ASSISI
Da mezzogiorno del 1 agosto per tutto il 2 agosto è possibile ricevere il dono dell’indulgenza plenaria,
per noi e per i fratelli defunti secondo le disposzioni della Chiesa:

  • S. Confessione e S. Comunione,
  • visita alla chiesa parrocchiale recitando il Credo, una preghiera secondo le intenzioni del papa e una in ricordo dei fratelli defunti
  • il forte desiderio che si trasforma in impegno per il bene di tutti distanccandoci dal male e dal peccato
  • vivere un gesto di carità e di attenzione al prossimo


Per riflettere

Don Camillo spalancò le braccia [rivolto al crocifisso]: “Signore, cos’è questo vento di pazzia? Non è forse che il cerchio sta per chiudersi e il mondo corre verso la sua rapida autodistruzione?”.
“Don Camillo, perché tanto pessimismo? Allora il mio sacrificio sarebbe stato inutile? La mia missione fra gli uomini sarebbe dunque fallita perché la malvagità degli uomini è più forte della bontà di Dio?”.

“No, Signore. Io intendevo soltanto dire che oggi la gente crede soltanto in ciò che vede e tocca. Ma esistono cose essenziali che non si vedono e non si toccano: amore, bontà, pietà, onestà, pudore, speranza. E fede. Cose senza le quali non si può vivere. Questa è l’autodistruzione di cui parlavo. L’uomo, mi pare, sta distruggendo tutto il suo patrimonio spirituale. L’unica vera ricchezza che in migliaia di secoli aveva accumulato. Un giorno non lontano si troverà come il bruto delle caverne. Le caverne saranno alti grattacieli pieni di macchine meravigliose, ma lo spirito dell’uomo sarà quello del bruto delle caverne […] Signore, se è questo ciò che accadrà, cosa possiamo fare noi?”.

Il Cristo sorrise: “Ciò che fa il contadino quando il fiume travolge gli argini e invade i campi: bisogna salvare il seme. Quando il fiume sarà rientrato nel suo alveo, la terra riemergerà e il sole l’asciugherà. Se il contadino avrà salvato il seme, potrà gettarlo sulla terra resa ancor più fertile dal limo del fiume, e il seme fruttificherà, e le spighe turgide e dorate daranno agli uomini pane, vita e speranza. Bisogna salvare il seme: la fede. Don Camillo, bisogna aiutare chi possiede ancora la fede e mantenerla intatta. Il deserto spirituale si estende ogni giorno di più, ogni giorno nuove anime inaridiscono perché abbandonate dalla fede. Ogni giorno di più uomini di molte parole e di nessuna fede distruggono il patrimonio spirituale e la fede degli altri. Uomini di ogni razza, di ogni estrazione, d’ogni cultura”.

Bisogna salvare il seme (da Giovannino Guareschi)



Per riflettere

Caro Dio qui è Lorenzo.

Ho compiuto dodici anni l’altro ieri. Non so se mi hai notato, ma sto scrivendo questa lettera... a Te. A volte è difficile per me scrive, sai. E’ quella cosa che chiamano disgrafia. Ho anche un disturbo chiamato deficit di attenzione, spesso accompagnato da problemi di apprendimento. Il mio quoziente di intelligenza è veramente alto, ma se guardi la mia grafia, potresti pensare che sono uno stupido.
Non sono mai riuscito a tenere in mano giusto la matita. Non sono mai riuscito a colorare dentro le linee. Ogni volta che ci provo la mia mano me lo impedisce. E le lettere vengono sbrodolate, il colore oltrepassa le linee e mi finisce su tutte le mani. Quando dobbiamo darci il voto a vicenda, nessuno vuole scambiare i compiti con me, perché nessuno capisce la mia scrittura. Il mio cervello non percepisce quello che fa la mia mano. Posso sentire la matita. Ma il messaggio non passa in modo giusto. Devo stringere forte la matita così il mio cervello capisce che ce l’ho in mano. E’’ molto più facile per me spiegare le cose a voce che scriverle. Se mi si chiede di scrivere un tema sul mio viaggio a Roma per me è un vero castigo. Ma se parlo so raccontare a tutti la gioia che provo nel vedere le opere d’arte conservate nelle nostre città.
Ci sono molte cose che riesco a rappresentare nella mente, ma le mie mani non le disegnano così come le vedo.
E’ okay. Non mi sto lamentando. Me la cavo davvero bene. Vedi, mi hai dato una mente meravigliosa e un grande senso dell’umorismo. Sono molto bravo ad immaginare le cose e partecipo alle discussioni. Abbiamo avuto alcuni dibattiti sulla Bibbia, in classe, e in quelli sono davvero brillante.
Dici che sono speciale perché hai detto che sono opera stupenda e grandiosa. Mi hai assicurato che leggi dentro di me come attraverso un vetro e che hai progetti per me per darmi un futuro e speranza.
Signore, questa è una lettera di ringraziamento, solo per farti sapere ce sto bene. A volte la vita è dura, ma sai una cosa? Accetto la sfida. Ho fiducia nel fatto di poter superare qualsiasi cosa. Grazie per avermi fatto così. Grazie per amarmi incondizionatamente. Grazie di tutto, sempre al tuo sevizio.

Lorenzo – 12 anni



Per la tua preghiera

Signore Gesù, un pittore famoso ti ha ritratto nella penombra mentre
Matteo, il pubblicano rimane profondamente turbato: “Proprio io sarei
chiamato a seguirti?”.
Anche noi rimaniamo spesso sorpresi per certe tue imprevedibili e
inspiegabili decisioni.
Possiamo anche capire che tu voglia inaugurare un mondo nuovo
dove il donare risulta la carte vincente della vita, ma che ragione c’è
di cercare i tuoi discepoli tra la gente più povera e malfamata del
tempo?
E’ proprio strano il tuo comportamento quando ti fai trovare là dove
nessuno penserebbe di trovarti.
E’ strano e, al tempo stesso, straordinariamente meraviglioso.
Perché possiamo sperare che anche noi saremosempre compresi nella
tua predilezione.
Per questo ti amiamo, Signore: tu sei un Dio, malato di amore, tu ami
senza un perché. Non sei venuto a riservare il tuo amore ai migliori,
ai giusti, alla gente seria e meritevole, ma sei venuto soprattutto per
quelli che sentono un
bisogno immenso di essere amati e tu li chiami a una conversione gioiosa.
Tu ami la vita, l’amicizia, la libertà.
Signore donaci una fede che non ignori mai quel piccolo bicchiere d’acqua
fresca, donato per tuo amore, come Tu hai e fai con noi.






Per la tua preghiera

“Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le
infermità del tuo corpo: - so la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: “Dammi il tuo
cuore, amami come sei...”.
Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se
sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che
vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei. In ogni
istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella
infedeltà, amami... come sei..
Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai.
Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di
nobiltà e di amore ? non sono io l'Onnipotente ?.
Figlio mio, lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti ma
per ora ti amo come sei... e desidero che tu faccia lo stesso. Amo in te anche la tua
debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga
continuamente un gran grido: “Gesù ti amo”.
Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo
talento. Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore. Oggi sto alla porta del
tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re!
Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi.   Conto su di te per darmi gioia.



Il segno della croce

«Per favore, pregate a casa insieme: a tavola e prima di andare a dormire. La preghiera ci porta non solo verso Dio, ma anche l'uno verso l'altro» (Benedetto XVI).
Con il segno della croce ogni cristiano si riconosce fratello di Gesù, figlio di Dio Padre e dimora dello Spirito Santo. È importante che i bambini imparino, fin da subito, a farsi il segno di croce, per iniziare e concludere la giornata, gli incontri di catechesi, le preghiere, le celebrazioni... con il simbolo che racchiude il mistero della salvezza operata da Gesù.
Segno distintivo del cristiano
Il segno di croce si traccia, portando la mano destra alla fronte, poi al petto e, infine, alle spalle ed è accompagnato dalla formula di preghiera.
È un segno che abbraccia tutta la nostra persona e richiama la croce di Gesù; evoca la sua passione, morte e risurrezione. È il primo simbolo cristiano tracciato su di noi nel battesimo.

Sarà l'ultimo segno che tracceranno su di noi, al momento del passaggio alla vita eterna. Siamo nati in questo segno e moriremo in questo segno. Tutti i sacramenti sono caratterizzati dal segno di croce.
Quando tracciamo il segno della croce:

• il I movimento è in onore di Dio Padre. Portiamo la mano sulla fronte, perché il centro dei nostri pensieri e della nostra intelligenza è Dio che ci ha creati. Gesù si rivolgeva a Dio con il nome Padre e ha invitato i suoi discepoli a rivolgersi a Dio con questo appellativo;

• il II movimento è in onore del Figlio Gesù che si è incarnato, è morto ed è risorto per donarci la vita;

• il III movimento è offerto allo Spirito Santo, dono di Gesù risorto per noi, affinché il suo amore sia in noi. Lo Spirito Santo ci fa comprendere le parole di Gesù e ci dona la grazia di vivere come lui;

• il IV movimento conclude con l'«Amen» e, congiungendo le mani, ci si affida alla Trinità.

Don Mauro

CURIA DIOCESANA:

Piazza Duomo 5 24129   Bergamo
Tel.  035/278.111   Fax: 035/278.250

ORARI di APERTURA:
Lunedì - Venerdì
h. 09.00 - 12.30
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